KIDWAI-ITALIANO |
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| 3° Modulo "Quali sono i miei diritti?" | 1°S.M. Muggiò- S.M. "A.Frank" |
| DIRITTI A SCUOLA |
| Io e la scuola
Se io fossi il Preside per un giorno, farei studiare i miei alunni con dei giochi così che lo studio può essere più rilassante e piacevole ed alla fine dell'anno organizzerei una festa con dei test attitudinali. Da grande vorrei fare o la consulente informatica o l'ingegnere nucleare e secondo me ho buone possibilità. La conoscenza che bisogna avere al giorno d'oggi per avere un buon lavoro è una conoscenza nel settore informatico perché al giorno d'oggi tutto va a computer. Della mia scuola la cosa che mi piace di più sono i professori e i miei compagni perché sono simpaticissimi e sempre allegri. Secondo me le uniformi scolastiche non sono una buona idea perché ai ragazzi danno fastidio e se le tolgono o le buttano in cartella dove si stropicciano tutte.Quando io parlo e posso assicurarvi che sono una grande chiacchierona gli insegnanti mi ascoltano sempre. Gli alunni nella nostra scuola vengono a far parte delle discussioni che li riguardano e vengono fuori idee a volte molto interessanti. I genitori sono abbastanza coinvolti nella gestione scolastica e questo "abbastanza" a me va bene. Secondo me dovrebbero essere insegnate anche altre culture a scuola oltre che alla nostra. Non mi pare che venga preso nessun provvedimento per quando arriva un alunno nuovo o straniero a meno che non mi sia sfuggito qualcosa, visto che io sono nuova di questa scuola e di questo paese (Lugagnano). Non so in che modo, ma io mi sento stimolata a studiare sia a casa sia a scuola. Secondo me sono molto importanti le cose nuove perché quando saremo più grandi potremo formularci le nostre idee e ragionare con la nostra testa senza l'aiuto di un adulto che ci spiega passo per passo. Nella mia scuola ci sono le solite regole tradizionali: "Non si fa questo, non si fa quello..." ecco la tipica frase pronunciata dai prof. e dai bidelli durante la ricreazione; scherzi a parte le regole principali sono: · non si corre nei corridoi; · non si sta nelle aule durante la ricreazione; · non si prendono in giro i bidelli (cosa che purtroppo a volte succede); · non ci si picchia o ci si insulta in presenza dei profe o all'interno dell'edificio scolastico (cosa che finora non è ancora accaduta, per fortuna); · non si parla se non si è interpellati durante un'interrogazione o durante una discussione a meno che non si tratti di vita o di morte; · per parlare durante la lezione si alza sempre la mano. Se non rispetti le regole più importanti, vieni mandato in presidenza. La scuola per me è un posto dove si può essere tranquilli e felici e nello stesso tempo in compagnia. Io sono molto contenta di andare a scuola e se fosse per me ci andrei anche alla domenica, però a fare attività più rilassanti e semplici. Gli studenti sono gentili fra loro, anche se qualcuno è lasciato a volte in disparte. I miei profe preferiti sono: Nobis (di matematica e scienze), Cambiali (di italiano e antropologia); invece la mia profe preferita è la Pinali che insegna disegno. Posso veramente dire che come primo anno di scuola media mi trovo benissimo, anche con lo studio e non posso fare altro che augurarmi di continuare così e anche di migliorare. Mi raccomando rispondetemi al più presto. CIAO!!!!!!!!! da Giulia della 1°A di Lugagnano (scusate per l'esagerato numero di punti esclamativi). Se io fossi Preside per un giorno, a scuola farei una riforma di questo genere: porterei i giorni obbligatori di andare a scuola a cinque, in questa maniera rimarrebbe un giorno a disposizione dei ragazzi i quali potrebbero così dedicarsi completamente ai loro hobbies preferiti. Le mie speranze per il futuro sarebbero quelle di impegnarmi nelle attività scolastiche e negli studi e di ottenere un lavoro in cui non si possa solo guadagnare soldi, ma avere anche soddisfazioni personali. Secondo me le conoscenze necessarie per avere un lavoro nella società di oggi sono quelle di possedere una cultura generale ed inoltre una specializzazione nel settore specifico in cui si lavora. Nella mia scuola vi sono molte aule, quella che mi piace di più è l’aula di informatica perché si possono imparare metodi sempre più utili nell’uso del computer e imparare ad utilizzare vari componenti collegati ad esso (scanner ed altro). Personalmente ritengo che le uniformi scolastiche non siano una buona idea per la scuola. A scuola non ho degli spazi personali, anche se a me piacerebbe averli. Gli insegnanti ci ascoltano e ci viene anche data la possibilità di partecipare alle cose che ci interessano. I genitori sono coinvolti nella gestione scolastica attraverso gli organi collegiali. Quando arriva un ragazzo nuovo o straniero nella nostra classe è cura di tutti farlo sentire a suo agio e prestare a lui più attenzione affinché non si senta escluso. Nella mia scuola ci sono le regole previste dal regolamento scolastico: quando uno non le rispetta viene richiamato dal Preside e in certi casi punito a seconda della trasgressione commessa. A scuola mi sento a mio agio perché è un ambiente dove posso mettermi a confronto con i miei compagni e insegnanti, anche se ci sono momenti e giornate in cui tutto questo entusiasmo non c’è. Qualche volta i ritmi imposti dalla scuola mi fanno apparire questa molto stressante. Esiste anche tanta maleducazione tra noi studenti. Secondo me la scuola mi aiuta a pensare e le cose che imparo a scuola sono significative per me perché potrebbero essere applicate anche in futuro. Ciao da Pietro di Lugagnano Diritti a scuola. Riflessioni da Lugagnano Ciao, sono Erika! Magari fossi un preside! Abolirei tutti i compiti a casa!! In futuro vorrei fare l’insegnante di italiano oppure di lingua inglese. Per avere un lavoro interessante nella società di oggi bisogna soprattutto studiare molto, essere curiosi di imparare cose nuove, avere fantasia. Della mia scuola mi piace l’aula di informatica. Io a casa ho un computer vecchissimo eppure sono riuscita, con l’insegnamento del mio professore, a usare le più nuove tecnologie: scanner, zip, Internet ecc. Sono orgogliosa di aver imparato tante cose e di saper parlare di qualsiasi argomento con gli adulti. Non credo che le uniformi siano una buona idea, anche se possono risolvere il problema dei vestiti firmati perché quelli che non se li possono permettere si sentono inferiori. Io penso che quando una persona ha un vestito pulito possa andare dappertutto, firmato o no! I genitori della mia scuola partecipano al Consiglio di Classe ogni mese e parlano dei problemi della classe, cercando il modo per risolverli. Ogni ragazzo deve rispettare gli altri: se non lo fa, viene rimproverato e in casi gravi viene sospeso da scuola. Io vado a scuola volentieri, però preferisco il periodo estivo quando passo le mie giornate al mare. Per me sono stressanti le interrogazioni: mi viene il batticuore ogni volta. I ragazzi sono un po’ crudeli tra loro: è brutto sentirsi chiamare anoressica, quattrocchi , obesa o addirittura essere esclusi dal gruppo e dai compleanni. Tutte le culture sono interessanti e hanno qualcosa da insegnare! Rispondetemi presto! Ciao da Erika di Lugagnano Le mie idee, ora che sono “maturato” rispetto a quando avevo sei anni, sono le seguenti: se io fossi preside per un giorno, farei meno ore di lezione e più ore di divertimento oppure attività che siano sempre inerenti alla scuola, però svolte in modo più divertente. Quando sarò grande, il lavoro che vorrei fare è il consulente informatico oppure l’astronomo perché le stelle, il cielo, lo spazio… mi hanno sempre affascinato e vorrei sicuramente saperne di più. Dal mio punto di vista nella società di oggi per avere un lavoro interessante bisogna sicuramente aver finito la quinta superiore (come minimo), ma se si ha la laurea è ancora meglio. Riguardo alle mie idee sulla scuola in cui vado, sono tutte positive nel senso che, a parte il fatto che non ci sono gli armadietti, a me piace molto la mia scuola e sono contento di frequentarla. Io personalmente sono contrario alle uniformi scolastiche perché non ne vedo l’utilità. Gli insegnanti non ci ascoltano sempre, anche se a volte ci fanno prendere parte all’assegnazione dei voti nelle interrogazioni, cosa che però non fanno tutti i profe. I nostri genitori prendono parte alla gestione scolastica nelle assemblee di classe. Secondo me nelle scuole dovrebbero insegnare anche le altre culture così che, quando arriva gente da altri paesi o persone che comunque hanno un modo di pensare o di agire diverso dal nostro, possiamo capire il loro comportamento e di conseguenza imparare a convivere con i loro difetti e i loro pregi. Nella mia scuola penso che ci siano le regole che sono in vigore in ogni altra scuola media di Verona o anche di ogni altra città; coloro che non le rispettano possono essere puniti con una semplice nota o, se la cosa dovesse rivelarsi grave, addirittura con la sospensione. Io la maggior parte delle volte sono contento di venire a scuola, solitamente non per studiare, bensì per vedere i miei compagni (anche se per questo potrei sembrare un immaturo). Difatti con loro mi trovo molto bene e abbiamo un buon rapporto. Per me la scuola ti aiuta a pensare e a riflettere di più su tutto ciò che riguarda la vita, quindi le cose che ci vengono insegnate sono più che significative: stanno alla base della maturazione individuale di una persona. Concludendo penso che le mie idee non siano poi tanto diverse da quelle di qualsiasi altro “ragazzo” della mia età. Ciao da Alessandro Z. di Lugagnano Oggi è il primo e ultimo giorno in cui io faccio il Preside e con la mia autorità vorrei far costruire un campo da calcetto, un campo da pallavolo e un campo da basket, ingrandire la palestra, colorare i muri delle aule, attrezzare l’aula di artistica, comprare del materiale di musica, fare un’aula di inglese e comprare attrezzature per la palestra. Le mie speranze per il futuro sono quelle di terminare la scuola media superiore e poi andare a lavorare in una ditta di elettricisti perché è un lavoro che mi piace molto. Dopo aver terminato la scuola, per essere assunto a lavorare in una ditta servono molte conoscenze ed io non so a chi rivolgermi perché non conosco nessuno. Nella mia scuola mi piace l’aula di informatica, l’aula di artistica e la prima aula di tecnica, per me le divise scolastiche servono solo per chi ha laboratorio perché si può sporcare di colori o di inchiostro. Nella mia scuola ci sono dei luoghi dove io vado sempre: è il cortile perché ci sono tutti i miei amici e tra di noi parliamo di quello che ci passa per la testa. Gli insegnanti ci ascoltano quando noi interveniamo, però anche noi dobbiamo ascoltare loro quando ci spiegano la lezione. I miei genitori partecipano attivamente alla gestione scolastica, infatti mia madre è rappresentante nel Consiglio di Classe, mentre mio padre tempo fa era un componente del Consiglio d’Istituto. E’ giusto che nella scuola venga insegnata la nostra cultura, anche perché noi viviamo in Italia e ci dobbiamo attenere alla nostra vita, però non dobbiamo mettere in difficoltà gli stranieri che vengono in Italia, bensì dobbiamo aiutarli a sentirsi a loro agio senza privarli della loro cultura, pur insegnando poco alla volta la nostra. Nella mia scuola ci sono tante regole: una di queste è che quando piove noi non aspettiamo il suono della campanella fuori, ma possiamo entrare nell’atrio subito. Se qualcuno non rispetta le regole, va a finire dal Preside. Io a scuola mi sento molto bene perché i miei compagni mi hanno accolto nel gruppo molto bene, per me la scuola non è stressante, ma è un luogo dove impariamo a maturare. E questo è fondamentale. Ciao a tutti da Matteo di Lugagnano Io se per un giorno fossi il preside, prima di tutto farei costruire delle nuove attrezzature per la scuola come delle nuove tapparelle, delle nuove lavagne o anche mettere un'altra porta da calcio per far sì che i ragazzi possano giocare. Le mie speranze rispetto al futuro sono tante: una di tante sarebbe di poter giocare nella nazionale brasiliana oppure di fare un lavoro che possa farmi entrare nella società. A me la scuola quest’anno piace molto perché riesco ad avere dei buoni risultati, ma oltre a questo mi piacciono alcuni professori, le materie e molte altre cose. Dal mio punto di vista non è una buona idea far indossare agli alunni le divise perché ad alcuni studenti può dare fastidio o far sudare. Un’altra cosa che la scuola potrebbe fare è mettere degli armadietti per far metterci dentro il materiale scolastico o altre cose. A volte può capitare che i professori non ti ascoltino o non ti lascino parlare (questo a me capita spesso). Nel nostro sistema scolastico anche i genitori possono prendere delle decisioni, ad esempio se far fare delle gite o altre cose. Per me quando in una classe arriva un ragazzo straniero, si potrebbe anche imparare la sua cultura, così potremmo aggiornare il nostro vocabolario e imparare una nuova lingua. Nelle scuole ci sono certe regole da rispettare, ma in quella dove vado io non so che regole ci siano. Io a scuola qui a Lugagnano non è che mi sento tanto bene perché molte volte vengo isolato dai miei compagni, mentre con il amico Matteo mi sento bene. Secondo me la scuola fa bene perché ci insegna delle nuove cose. Ciao da Andrea di Lugagnano Io e la scuola. Riflessioni da Lugagnano Se io fossi il preside della suola anche solo per un giorno, farei subito attrezzare le varie aule della scuola, ma soprattutto quella di artistica perché da grande vorrei fare il fumettista che è una cosa che mi ha sempre affascinato. Nel mondo di oggi per avere un lavoro abbastanza valido bisogna sapere usare bene il computer perché ormai si basa tutto su quello. Nella mia scuola ci sono molte cose belle, ad esempio, come ho detto prima, l’aula di artistica anche se non è una delle migliori. Per me le uniformi scolastiche sarebbero giuste perché saremmo tutti uguali, però affinché la scuola sia più colorata è meglio senza divisa. Una cosa che vorrebbero tutti gli alunni sarebbero degli spazi privati come armadietti… ma nella nostra scuola dicono che non ci sono gli spazi e così non li vogliono mettere. Nella scuola ci sono dei professori che ti ascoltano ed altri che non ti ascoltano e magari poi ti sgridano. Di bello però c’è che molte decisioni, come i voti, si fanno insieme e così si è più d’accordo. Nella nostra classe la maggior parte delle decisioni vengono prese d’accordo tra insegnanti e genitori. A scuola, secondo me, si dovrebbe insegnare sì la nostra cultura, ma anche le altre perché si potrebbe imparare molto anche della vita degli altri. A scuola, quando arriva un bambino/a straniero/a si cerca di fargli imparare a parlare e scrivere… il meglio possibile. Io a scuola mi sento accolto e sono contento di andarci. A me la scuola non provoca molto stress, ma quando c’è il rientro lo sento. E poi c’è una cosa sbagliata, e cioè che ci sono alunni che maltrattano altri alunni. La scuola mi aiuta molto a pensare e a scuola mi insegnano molte cose. Ciao da Alessandro F. da Lugagnano Se io fossi Preside, prima di tutto cambierei le tapparelle di alcune classi, poi metterei un canestro in cortile per giocare a basket oppure altre cose per lo sport, infine farei mettere una miniserra per gli esperimenti. Io spero che il futuro sia così: che le persone vivano in armonia e felicità. Rispetto al mio futuro spero di essere un calciatore di calcio della squadra nazionale del Brasile o di essere un pilota da caccia. Io credo che le conoscenze che servono per avere un lavoro interessante nella società di oggi siano sapere parlare almeno due lingue straniere, sapere usare il computer, internet e tutto ciò che ha a che fare con il mondo dell’ informatica. Della mia scuola a me piacciono la palestra, l'aula di informatica e infine l'aula di musica, mentre non mi piace che alcuni ragazzi diano fastidio agli altri, come a volte accade anche a me. Nella mia scuola non ci sono spazi personali, mentre all'asilo c'erano degli armadietti. I genitori possono prendere delle decisioni a scuola quando ad esempio devono decidere se mandare il proprio figlio in gita oppure no. Per me andare a scuola è anche una cosa giusta perché così si possono conoscere molte cose nuove. Quando a scuola c’è un alunno straniero, si potrebbe fare in modo che tutti imparassero la lingua che questa persona conosce. Io non conosco regole precise sul comportamento da tenere a scuola, ma alcune potrebbero essere “non rispondere male ai professori, evitare di dire cose offensive...” Io quest’anno mi devo impegnare di più dell'anno scorso, tra i miei compagni mi posso fidare solo di Matteo. Ciao da Andrea di Lugagnano Io se fossi preside per un giorno, farei appendere alle pareti delle tabelle sull’Italia, informative. Nell’aula di artistica ridipingerei i muri e aggiungerei qualche attrezzo. In futuro vorrei frequentare il liceo scientifico, pur sapendo che quando finirò i cinque anni delle scuole superiori non mi daranno il diploma. Vorrei prendere l’indirizzo informatico perché so che così facendo dovrò studiare molta matematica e a me questa materia piace molto. Vorrei diventare un tecnico del computer e aprire un mio negozio di riparazioni e vendite di questo sofisticato macchinario. Ormai, purtroppo, nella società di oggi, per avere un lavoro interessante, bisogna laurearsi all’università, sennò, se si smette alle superiori o peggio ancora alle medie, non si hanno molte conoscenze e quindi nessuno ti accetta a fare un lavoro e se ti apri un negozio da solo non saresti in grado di gestirlo. Della mia scuola a me piacciono di più tutti gli sport che il prof. Piazzi (il mio insegnante di educazione fisica) ci fa conoscere. Così, se uno non sa che sport fare e con la scuola ne conosce uno di interessante, lo può frequentare. Secondo me le uniformi scolastiche non sono una buona idea per due motivi ben precisi: il primo è a causa dei soldi che i genitori devono spendere in più e l’altro, che secondo me è il più importante, è che gli alunni non potrebbero prendersi il vestito che vogliono e neanche quello che sta loro più comodo. Nella nostra scuola nessun alunno ha degli spazi personali, però abbiamo una bacheca dove chi vuole scrive la sua idea. A scuola i professori si sforzano il più possibile di ascoltarci, anche se quando arriva l’ultima ora fanno fatica e vorrebbero che non volasse una mosca. Ci sono alcune attività che interessano di più agli alunni, mentre altre, più noiose, preferirebbero non farle. I genitori, nella nostra scuola, partecipano abbastanza, perché i consigli di classe sono aperti a tutti i genitori, mentre alle superiori solo i rappresentanti di classe possono parlare. Secondo me a scuola i professori dovrebbero insegnarci anche altre culture, magari non in modo approfondito, ma almeno in generale, perché è giusto sapere, se si va in un posto, che usanze ha la gente di quello stato o regione; e poi se viene qualcuno di nuovo o magari uno straniero non bisogna fargli dimenticare quello che ha imparato in passato, ma insegnare agli alunni, oltre che alla cultura italiana, qualcosa degli insegnamenti che ha avuto la persona nuova o straniera. Quando questa persona viene fatta entrare nella scuola gli si trova una classe e poi gli insegnanti fanno conoscenza del nuovo arrivato. Infine, credo, il Preside e i professori parlano un po’ al genitore dello “straniero” di come è strutturata la scuola (che è un ambiente nuovo per la persona appena arrivata). Se a scuola un ragazzo non rispetta una regola, il provvedimento sarà severo (mandarlo dal preside, chiamare i suoi genitori) o meno severo (richiamarlo, dargli una nota) se la marachella non è grave. A scuola io mi sento molto bene: gli insegnanti sono molto disponibili, raramente vengo preso in giro dai miei compagni. In alcuni casi, però, soprattutto all’ultima ora, mi stanco e vorrei fermarmi e riposarmi un attimo, anche perché dopo 5 minuti potrei ricominciare meno stanco di prima. In alcuni casi tra studenti ci si prende in giro, ma credo che quasi tutti vadano d’accordo tra loro perché non credo che ci siano tanti alunni superbi. La scuola, secondo me, ci stimola molto a pensare perché se ad esempio ci raccontano qualcosa di attuale che è accaduto nel mondo noi potremmo scrivere un testo intero di osservazioni sull’argomento e poi le cose che più ci interessano ce le ricordiamo perché per noi sono state significative. Ciao da Francesco di Lugagnano |
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