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3° Modulo "Quali sono i miei diritti?" I diritti dei più deboli 
1°S.M. Muggiò- S.M."A.Frank"

                          Io e i disabili. Riflessioni da Lugagnano
A me mancherebbe di più l’udito, è importante anche la vista, ma  senza udito non puoi sentire la musica, cosa dicono le persone che non sanno il tuo linguaggio, cioè il linguaggio gestuale… Secondo me, i bambini disabili hanno molti problemi sia nella scuola, se
dotata di apparecchiature adeguate perché dovrebbero trovare dei loro compagni che li accettino anche coi loro problemi, sia nel paese o nella città dove vivono. Io mi rifiuterei di andare a scuola, se non potessi andarci con i miei amici, anche se si potesse migliorare qualche cosa del “mio” problema perché non mi sentirei in grado di presentarmi. Per me è diverso essere ciechi dalla nascita o diventarlo, perché se lo sei dalla nascita non sai neanche, per un periodo, cosa sia vedere o non vedere,  mentre se lo diventi dopo è più complicato perché sapevi già cosa voleva dire vedere. Se io ad un tratto dovessi diventare disabile, mi chiuderei in me e non oserei uscire di casa per la vergogna. Certamente, noi possiamo imparare molto da come vivono, come sono accettati nella comunità ecc.
Secondo me i bambini disabili dovrebbero avere più diritti, ma non sempre sono rispettati.
Alessandro F., Lugagnano


Certamente mi mancherebbe di più la vista dell'udito perché senza un’immagine non si può avere nessuna opinione e di conseguenza si conoscerebbe solamente attraverso l'aiuto di un'altra persona. Ho visto alla televisione che i sordi comunicano attraverso dei gesti, ma
purtroppo credo che per un bambino sia piuttosto difficile e allora ci si serve della scrittura.
I bambini disabili purtroppo non possono avere una vita completamente normale, ma si può fare molto per aiutarli; spesso però questo non viene fatto. Le difficoltà di un ragazzino disabile possono essere molte, a cominciare dal rapporto con altre persone. A scuola mia c'è una ragazzina di nome Serena che ha dei problemi: lei cerca di attirare l'attenzione delle altre persone. Ci sono ragazzi che la accettano, mentre ce ne sono altri che cercano di allontanarla: sicuramente questo non è il modo migliore per darle una mano, ma purtroppo ci sono ragazzi che ancora non se ne sono resi conto. La cosa peggiore per me sarebbe dover frequentare una scuola per "diversi", come spesso vengono chiamati i bambini disabili, a quel punto spererei di esser talmente malato da non rendermene neanche conto perché altrimenti questa scuola mi demoralizzerebbe ancora di più.
Mia mamma fa l'assistente sociale, una volta seguiva una bambina che era in carrozzina, ma era normale mentalmente, dopo anni di esercizi fisici stava cominciando ad alzarsi in piedi e a muovere le gambe, ma proprio a quel punto un giorno cadde dalla sedia a rotelle e si ruppe il femore; l'anno successivo di nuovo accadde la stessa cosa e fu allora che il suo sogno si spense completamente secondo i medici, ma si può sempre sperare in un
miracolo. Ho incontrato dei bambini normali che salendo sopra a una sedia a rotelle
sembrava quasi che si divertissero: se io fossi stato handicappato, gli avrei offerto la mia come regalo di Natale. Nascere ciechi, secondo me, dovrebbe essere molto meno drammatico di diventarlo dopo la nascita, perché in quel caso si vivrebbe solamente sulla
strada dei ricordi passati. Se a me capitasse di diventare disabile vorrebbe dire che gran parte dei miei desideri saranno destinati a non essere mai esauditi e questa sarebbe
la più grande perdita. Dai disabili si può imparare di più che da una persona normale perché molti di essi non conoscono cosa può voler dire il peccato. Secondo me i ragazzi disabili hanno gli stessi diritti di qualunque altra persona, solo che molti non possono essere sfruttati nella stessa maniera.
Ciao da Leonardo di Lugagnano


L’udito e la vista sono due dei sensi più importanti che abbiamo e se  dovessi pensare di vivere senza uno dei due forse sceglierei l’udito. I bambini sordi comunicano con un tipo di alfabeto ( l’alfabeto muto ) che viene insegnato dagli adulti ai bambini fin da quando sono piccoli. Ho saputo anche da un papà che ha due bambini sordi, che la medicina ha trovato
il modo di far udire questi bambini mettendogli degli apparecchi sotto la cute sopra l’orecchio, credo che si chiamino microchip. Secondo me le difficoltà che devono affrontare i ragazzi disabili sono tante, soprattutto nel nostro paese dove non siamo ancora arrivati ad
abbattere le barriere architettoniche. Quando successe a me, per esempio, hanno dovuto trasferire la mia classe al piano terra perché, per far funzionare l’ascensore, c’era bisogno di un collaudo e per questo collaudo abbiamo aspettato due anni. Probabilmente se avessi iniziato ad andare fin dalle elementari in una scuola per disabili, non saprei la differenza, mentre se dovessi andarci da ora sicuramente ci soffrirei molto. Secondo me, c’è una grandissima differenza tra nascere ciechi e diventarlo dopo perché riesci a capire la differenza tra prima e dopo, non poter vedere le cose e le persone che ti sono vicine dopo averle viste penso sia davvero triste, ma credo che sia triste anche non averle mai viste.
Io lo so come cambia la vita diventando disabile perché mi è successo, anche se per un breve periodo: non puoi più fare niente di quello che facevi prima. Possiamo imparare molto dai disabili perché loro i problemi  li vivono sulla loro pelle e molte volte se non fosse per loro noi non ci renderemmo conto. Secondo me i ragazzi disabili hanno molti più diritti di noi e noi dovremmo essere intelligenti da dedicargli più tempo e attenzione.
Simone da Lugagnano


Secondo me, mi mancherebbe di più la vista perché mi mancherebbero i colori, le figure, le persone e le parole. I bambini sordi comunicano con il tatto, i gesti, le figure e le lettere. Secondo me le difficoltà dei bambini handicappati sono maggiori in paese perché non sono capiti da nessuno; a scuola non riescono a comunicare con i loro amici e con le insegnanti. Se non potessi andare alla scuola dei miei amici, io mi sentirei molto male perché sarei custodito da solo con l’insegnante di sostegno, mentre se fossi con i miei amici mi divertirei di più  perché giocherei con loro. Secondo me è più brutto diventare ciechi dopo due o tre anni dalla nascita perché non si vedono più il paesaggio e le persone. Se io diventassi disabile, le cose che facevo prima non potrei più farle: ad esempio non riuscirei più a  giocare a calcio. Secondo me i disabili hanno gli stessi nostri diritti.
Matteo da Lugagnano


La cecità e la sordità sono due cose tra cui preferirei non scegliere perché se non avessi la vista non potrei vedere il volto di genitori, compagni, familiari e i paesaggi che mi circondano. Se non avessi l'udito, invece, non potrei sentire la voce delle persone, i rumori e i suoni. Io penso che i bambini sordi comunicano con le mani e con i gesti, cioè con il cosiddetto linguaggio dei gesti. I bambini ciechi hanno grosse difficoltà se non hanno i libri in Braille o qualcuno che gli registra la lezione, mentre in paese si devono muovere o con un cane addestrato o con un accompagnatore. I sordi invece devono imparare il linguaggio gestuale, ma in paese si spostano con molta più agilità dei ciechi. Se io diventassi disabile, io mi sentirei inferiore ai miei amici, esclusa da tutti e preferirei andare a scuola con loro. E' molto peggio essere ciechi dalla nascita, perché non puoi neanche immaginarti il volto dei tuoi cari, i colori del cielo e dell'erba che ti circonda. Non riesco neppure ad immaginarmi una cosa così tragica. Avrei bisogno dell'aiuto di tutti. I ragazzi disabili hanno uguali diritti dei nostri, però hanno bisogno di più attenzione e di gente che pensi a loro levando tutti gli ostacoli che possono intralciarli.
Erika da Lugagnano


Io sono Lara, una ragazza di prima media. Sinceramente non so bene se mi mancherebbe di piu' la vista o l'udito, infatti non ho mai provato una brutta sensazione come questa. Forse l'udito mi mancherebbe di piu', infatti è brutto non sentire quello che ti dicono le persone; io penso che non sentendo parli con un po' di difficoltà. Secondo me i sordi comunicano anche attraverso la carta, anche se con molta difficoltà, mentre le difficoltà piu' grosse che devono affrontare i disabili sono anche accettarsi per quello che si è, infatti con qualche problema ci si sente diversi, quindi esclusi dalla società. Proprio perché leggermente differenti i problemi sono molti, sicuramente è difficile esprimere quello che si pensa. A scuola, per un disabile, è dura la vita, infatti bisogna farsi aiutare da persone comprensive che hanno voglia di sostenere con disponibilità e compassione, mentre nel paese un sordo farebbe fatica a parlare e una persona in carrozzina non verrebbe aiutata da nessuno, infatti ho visto ancora persone cieche che non riescono a salire sul bus, purtroppo ho visto anche tante persone che stavano a guardare e solo una che aiutava dirigendo il cieco nella giusta direzione. Sicuramente andando ad una scuola frequentata solo da disabili, mi sentirei diversa e forse non sarei capace di accettarmi per quello che realmente sono. Essere ciechi dalla nascita è diverso dal diventarlo, infatti ti accetti di più per quello che sei, magari dando la colpa a madre natura, mentre diventare ciechi tardi è bruttissimo, infatti sapendo bene la vita che conducevi prima non ti rassegni. Sicuramente se io diventassi disabile sarei per tutta la mia vita scontenta e infelice, perché la mia vita cambierebbe totalmente.  Possiamo imparare molto dai disabili perché alcuni di loro si accontentano di quello che hanno e comunque sono felici di vivere, mentre noi avendo tutto siamo 
sempre più egoisti e magari vogliamo sempre di più, non accontentandoci di quello che realmente abbiamo. I ragazzi disabili hanno uguali diritti a noi, infatti per non farli sentire diversi devono essere trattati proprio come noi perché loro non hanno nessuna colpa.
Ciao da Lara di Lugagnano


Se dovessi avere dei problemi alla vista o all'udito, mi mancherebbe certamente di più la vista.
Penso che i bambini sordi comunichino con dei gesti, forse usando un alfabeto speciale o dei movimenti che rappresentano azioni e luoghi, sentimenti ed emozioni. Le difficoltà più grosse, che penso possa avere un bambino disabile a scuola sono la possibilità che parecchi compagni lo prendano in giro e il non
potere fare le stesse cose che tutti fanno (a seconda anche dei problemi che si hanno). Invece le difficoltà che può avere in paese sono la difficoltà di muoversi liberamente e di passare inosservato. Se io dovessi andare ad una scuola solo per bambini con handicap e non frequentare quella dei miei amici, mi sentirei un po’ perduta. Con loro mi potrei confidare  in qualche modo e li conoscerei da sempre, invece con gli
altri mi sentirei triste e sola. C'è un po’ di differenza dall’essere ciechi dalla nascita e dal diventarlo più tardi. Se fossimo ciechi dalla nascita, non avremmo mai potuto vedere niente e non sapremmo come sono le cose, neanche come sarei io. Se diventassi cieca più tardi, sarebbe come la fine, non vedrei più quello che avrei voluto vedere in futuro. Se io diventassi disabile all'improvviso, non so cosa farei e di sicuro la mia vita cambierebbe tantissimo. Forse non saprei come proseguire la mia vita e non lo sopporterei. Dai disabili possiamo imparare molto, ad esempio ad essere tutti fratelli, a capirci in modo semplice ed a rispettare tutti, anche se diversi. Secondo me i ragazzi disabili hanno gli stessi diritti nostri, anzi forse anche di più perché hanno anche il diritto di essere quello che sono!
Ciao da Nicole B. di Lugagnano


A me sinceramente mancherebbe di più la vista. Secondo il mio parere i sordi comunicano attraverso i gesti. Se io andassi a frequentare una scuola solo per alunni con handicap, mi sentirei solo, non avrei possibilità di comunicare, al contrario se mi trovassi nella scuola di adesso avrei più possibilità, in poche parole potrei fare di tutto.Alcuni bambini sono ciechi dalla nascita, altri invece a causa di una malattia. Secondo me è meglio diventare ciechi nel corso della vita perché si possono vedere alcune meraviglie della natura, gli amici e le persone che ti circondano. Noi possiamo imparare dai disabili, ad esempio ad affrontare la vita in un modo diverso.
Ciao da Pietro di Lugagnano


Io e i disabili
A me mancherebbe di più la vista, perché senza questo dono importante è come se non vedessi, perché tutto è buio e riesci a fatica a farti un’idea della persona che l’emette. I bambini sordi usano un loro alfabeto fatto di gesti in modo che possano farsi capire dalle altre persone. I bambini disabili devono affrontare molte difficoltà sia a scuola, sia in paese. Sarebbe veramente tremendo parlare della bellezza  di un tramonto, dei colori della natura e non poterli vedere; parlare con una persona e non vedere com’è; accarezzare un bambino e non vedere il suo sorriso… La mia vita sarebbe solo buio. La difficoltà più grossa è sicuramente quella di saper affrontare ed accettare il proprio handicap ed essere in grado di inserirsi in una comunità. Spesso anche noi ragazzi siamo in difficoltà di fronte a chi è portatore di handicap e non sappiamo come comportarci, a volte addirittura ridiamo. Altre difficoltà riguardano le barriere architettoniche; spesso le strutture sociali e il paese stesso, nonostante ci siano delle leggi in merito, non sono adeguati ai loro problemi. Ci sono gradini anziché scivoli, certe porte sono strette, non ci sono gli assistenti adatti a far attraversare la strada… Vengono sempre assistiti, aiutati e curati da persone che cercano di migliorare i loro comportamenti e provano a educarli. Non sopporterei l’idea di dover frequentare una scuola solo per ragazzi con l’handicap perché là starei ancora più male, tutto ciò per la mancanza della compagnia delle mie amiche che giocano, scherzano e collaborano assieme a
me. C’è molta differenza tra l’essere ciechi fin dalla nascita e diventarlo più tardi; posso dire che i bambini ciechi fin dalla nascita non avevano, non hanno e forse non avranno la possibilità di vedere il mondo che li circonda. Se io dovessi all’improvviso diventare disabile, non saprei come reagirei, so comunque che tutte le persone che mi vogliono bene, i professori, le catechiste, i medici e i parroci, come Don Giuliano, mi aiuterebbero per provare a guarirmi e io non saprei come ringraziarli. Nella mia scuola c’è una ragazzina disabile: Serena. Da lei ho imparato a non prendere in giro le persone disabili perché commettono azioni strane senza la loro volontà. Poi ho capito che stare con persone come Serena non è
brutto e inutile, anzi è molto bello, si impara a dialogare meglio e aiutarsi a vicenda. Per me le persone disabili hanno uguali diritti perché vengono assistiti e curati e hanno anche loro molti amici. 
Cecilia 1A Lugagnano


Mi mancherebbe di più la vista perché non saprei come fare senza vedere quello che mi circonda e senza luce. I bambini sordi per me comunicano usando dei segni oppure scrivendo in un modo che tutto il mondo conosce e che tutti usiamo per comunicare con loro. Secondo me le difficoltà maggiori per i disabili su sedia a rotella sono andare su e giù per le scale, spostarsi in carrozzella ed altre cose che in
questo momento non mi vengono in mente, ma sicuramente cose che per noi sono facili. Io mi sentirei solo se dovessi andare in una scuola per handicap e mi dispiacerebbe lasciare i miei cari amici che da tanto tempo frequentavo. Non sarebbe la stessa cosa nascere ciechi e diventarlo più tardi perché è più
brutto esserlo alla nascita perché non si può neanche provare la sensazione di avere la vista. Per me sarebbe brutto avere un handicap perché non potrei fare le attività sportive che prima facevo con divertimento. Dai disabili possiamo imparare molto: ad esempio a cercare un rapporto con loro e a
svolgere qualche attività assieme. Secondo me i disabili hanno più diritti di noi perché hanno bisogno di
spazio e di un aiuto maggiore da parte nostra.
Aldo 1A Lugagnano


A me mancherebbe di più l’udito perché senza la vista l’udito mi aiuterebbe molto, mentre senza l’udito, sì ci vedrei, ma non ci sentirei, cosa che ritengo più grande. I bambini sordi possono parlare, ma se gli viene fatta una domanda non la sentirebbero e soprattutto non sentirebbero quello che si dice, quindi credo che comunichino attraverso dei segni. Secondo me la difficoltà più grande che hanno i disabili è quella di riuscire a introdursi nella società. Se dovessi andare a una scuola solo per disabili, e non a quella che frequentano i miei amici, mi sentirei come escluso. Le differenze che secondo me ci sono tra l’essere ciechi dalla nascita o diventarlo più tardi sono varie: se si è ciechi dalla nascita, si fa fatica a imparare le cose fondamentali, come scrivere, mentre se si diventa ciechi più tardi si vive sui ricordi di quando vedevamo. Se all’improvviso io diventassi disabile, prima vedrei se si potrebbero migliorare le mie condizioni, sennò non saprei cosa fare e per sapere come cambierebbe la mia vita dovrei diventarlo disabile. Dai disabili si può imparare poco: credo che l’unica cosa che potrebbero insegnarci è l’
accettare come è la vita. A me pare che gli handicappati abbiano più diritti di noi perché, ad esempio, hanno il diritto di avere uno che gli stia dietro. 
Francesco 1A Lugagnano

 
Da Cecilia di Lugagnano a Valentina e Melania di Muggiò
Ciao Valentina e Melania, io sono Cecilia. Sono d’accordo con voi sul fatto della paghetta settimanale: quei soldi si potrebbero tenere da  parte per qualche gita scolastica, per una serata in pizzeria con le amiche o donare una piccola somma ai poveri, siete d’accordo con me? Altri diritti molto importanti sono quello di poter esprimere le proprie idee, quello di essere accettati in un gruppo, ma soprattutto quello di essere curati, aiutati nei momenti difficili e avere una famiglia che ti voglia bene.
Ciao da Ceciliadi Lugagnano.


Da Andrea di Lugagnano ad Andrea di Muggiò
Ciao, Andrea. Io mi chiamo Andrea  e abito a Lugagnano. Anch’io la penso come te: che ci sono molti ragazzi che prendono in giro gli altri.Ad esempio, io vengo dal Brasile e alcuni ragazzi della mia classe mi prendono in giro. Soltanto uno non mi prende in giro: si chiama Matteo  ed è da quando avevo 7 anni che lo conosco. Per me  prendere in giro le persone non è molto bello perché una persona può dirti delle parole che ti possono anche  dispiacere molto. Un altro dei diritti più importanti è andare a scuola perché fa bene al nostro sapere.
Ciao da Andrea di Lugagnano


Caro Simone di Forano,
I disagi che non vorremmo vivere sono il non vedere e non poter camminare, perché prima di tutto non potremmo vedere le tantissime cose che non abbiamo mai visto e come seconda cosa non potremmo più giocare a pallavolo e quindi escluderemmo uno dei tanti sogni che riserviamo per il futuro. In questo caso ci sentiremmo come se la vita non contasse più niente
                           Da Ilaria e Daniela                       Classe 1B i Muggiò (Milano
 SCUOLA MEDIA MUGGIO'
Ciao amici,
Sono Roberta e penso che avere degli handicap, sia, sì una disgrazia, ma penso anche che non sia giusto abbattersi e chiudersi in casa, perché bisogna affrontare il problema… benché riconosco che sia molto difficile. Sinceramente non so come reagirei se avessi un handicap, perché non so esattamente cosa si prova, anche se sicuramente non è una bella situazione, ma penso che mi farei forza e cercherei di sfruttare ciò che ho. Non ne sono sicura, ma mi è sembrato di sentir dire che gli handicappati sfruttano i sensi che hanno e li potenziano. Ad esempio i ciechi, che non possono sviluppare la vista, accrescono i sensi del tatto, dell’udito, dell’olfatto… Nella mia scuola c’è più di un bambino disabile. Nella mia classe, invece no. Non ho mai avuto disabili in classe, ma ne conosco al di fuori della scuola. Sono persone
molto gentili, tenere e hanno bisogno di tanto affetto. Penso che chi li considera inferiori, solo perché hanno dei problemi e ancora di più chi li disprezza, sia più inferiore e stupido di loro; infatti loro, benché abbiano questi problemi, sono intelligenti, nel senso che capiscono chi gli vuole bene e chi no, infatti, se con alcune persone sono un po’ violenti, è perché c’è qualcosa che non va in quella persona e  loro percepiscono ciò perfettamente.
Io vorrei che la gente capisca questo e che dia a queste persone più opportunità di sentirsi meno diversi.
Roberta  2° B Muggiò


Caro Leonardo di Lugagnano,
noi ci chiamiamo Luca e Andrea, abbiamo 13 anni, pensiamo che essere disabili non sia facile ma non bisogna mollare, perché le persone intelligenti aiutano i disabili per fare in modo che abbiano una vita migliore e che i disagi creati dalle malattie si attenuino almeno un po’.
Abbiamo immaginato di calarci nei panni di persone disabili e abbiamo capito che la loro vita non è facile e che queste persone sono un esempio di come si può amare la vita anche nelle difficoltà.
Purtroppo ci sono persone che tendono di escludere queste persone perché le ritengono diverse ma questo non è giusto perché siamo tutti uguali anche se ci troviamo in situazioni diverse.
Ci riteniamo fortunati a non essere disabili ma proprio per questo dobbiamo aiutarli.
Ciao, a presto,
Luca e Andrea,Muggiò


Caro Leonardo di Lugagnano,
noi ci chiamiamo Luca e Andrea, abbiamo 13 anni, pensiamo che essere disabili non sia facile ma non bisogna mollare, perché le persone intelligenti aiutano i disabili per fare in modo che abbiano una vita migliore e che i disagi creati dalle malattie si attenuino almeno un po’.
Abbiamo immaginato di calarci nei panni di persone disabili e abbiamo capito che la loro vita non è facile e che queste persone sono un esempio di come si può amare la vita anche nelle difficoltà.
Purtroppo ci sono persone che tendono di escludere queste persone perché le ritengono diverse ma questo non è giusto perché siamo tutti uguali anche se ci troviamo in situazioni diverse.
Ci riteniamo fortunati a non essere disabili ma proprio per questo dobbiamo aiutarli.
Ciao, a presto,
Luca e Andrea, Muggiò


Ciao Simone  mi  chiamo   Silvia e ho  13  anni ;
vivo  a Muggiò in provincia di Milano e vado a scuola nell’istituto comprensivo Casati nella scuola media S. Rocco. Sono completamente d’accordo con te con quello che hai scritto nella tua lettera  sui disabili.
Anche secondo me l’udito e la vista sono i due sensi più importanti e anch’io come te  se dovessi scegliere di vivere senza uno di questi due sensi sceglierei l’udito per il tuo stesso motivo.
Ora io sono in seconda media, ma quando ero alle elementari avevo un compagno di classe ma anche un amico andicappato che si chiama Luca. Luca ogni tanto aveva delle crisi  molto violente, per esempio  si buttava a terra e urlava ma è capitato anche che scappasse dalla classe o addirittura dalla scuola.
Però poi arrivò nella scuola una  ragazza di nome Monica che aiutò Luca e gli fece fare grandi progressi!  Luca  divenne anche molto bravo a computer!!!  Fortunatamente per lui ma sfortunatamente per noi perché non lo rivedemmo più, Luca dopo le elementari fu mandato dai suoi genitori in una scuola apposita per  bambini con problemi.
Nella tua classe hai mai avuto dei bambini andicappati? Se sì come è stato trattato dagli altri compagni di scuola?
                       Ciao Ciao Silvia N.      2°B Muggiò


Ciao Alessandro, ho letto la tua lettera e devo dire che
hai proprio torto!
Secondo me sei anche un po’egoista . Se io fossi disabile, mi vergognerei sì di uscire, ma stare chiusa in casa no! Penso che prima o poi mi abituerei.
La cosa che mi mancherebbe di più se fossi disabile, è la vista, perché non riuscirei a orientarmi e non riuscirei a vedere il mondo che mi circonda, quindi ascolta me guarda da un altro punto di vista la situazione dei disabili.Oltretutto vedo persone disabili che escono, vanno a scuola (con l’aiuto di persone che li assistono), fanno sport, lavorano,  e quindi si comportano quasi come noi. Certo, come hai detto tu, non è facile sopportare l’idea quando si scopre che si è disabili, e tanto meno sapere che si è diversi da altre persone.
Questa è la mia opinione,e spero che ti faccia cambiare il tuo punto di   vista   sui disabili.
                                                Ciao da Melania


Ciao Simone,
siamo Matteo e Vincenzo e vogliamo risponderti.  Anche secondo noi l’udito e la vista sono i sensi più importanti che abbiamo e se dovessimo sceglierli io sceglierei la vista mentre Vincenzo l’udito.
Le difficoltà che i ragazzi disabili devono affrontare sono tantissime:
secondo e meglio nascere disabili che diventarlo perché molti si disperano.
Il nostro grande sogno e quello di aiutare chi ha bisogno come i disabili o chi ha problemi.
Il tuo grande sogno?
Muggiò 2B Matteo e Vincenzo

 
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